CinemaPsiche

Il virtuale del cinema incontra il reale dell'uomo

Formazione

By redazione • set 30th, 2008 • Category: Formazione

Il cinema ha la sua veneranda età e le dissertazioni culturali che lo riguardano sono note a molti. Di nuovo c’è che il cinema può essere arruolato quale strumento potente e accattivante a servizio del management. Le difficoltà e le incertezze che affliggono le aziende moderne non sfuggono al microscopio implacabile dei film, che riescono a narrare anche il non detto o il non dicibile e – con la loro ironia, la loro drammaticità o la loro fantasiosità – a far digerire il boccone amaro, fornendo chiavi di soluzione pragmatiche e facilmente condivisibili.

I “major issues” del management sono trattati a più riprese attraverso i film, e dove la scena non narra direttamente tematiche aziendali, viene in aiuto la metafora cinematografica quale strumento di apertura mentale e proposta di soluzioni alternative.

Le dinamiche di gruppo, i conflitti generazionali, l’incertezza e il timore che ne deriva: queste sono solo alcune delle problematiche comuni che le aziende si trovano ad affrontare negli ultimi anni. In che modo i film della cinematografia passata e corrente possono intervenire in aiuto del manager? Proviamo ad immaginare alcuni scenari.

L’introduzione di un film, scelto con precisione secondo gli specifici obiettivi, durante le sessioni formative di un corso dinamizza l’aula, chiama in gioco le emozioni, stimola il coinvolgimento personale e la messa in cantiere delle convinzioni, dunque facilita l’apprendimento e il cambiamento dei partecipanti. Attraverso la visione del film (o di parti di film) e la successiva discussione in gruppo, a partire dalla storia o dalla metafora mostrata sullo schermo, la spada di Damocle dell’incertezza che grava sul business e sulla vita dell’azienda può essere approfondita nelle sue diverse implicanze e possibili conseguenze che spaventano i dipendenti dell’azienda, in misura differente secondo ruoli e caratteristiche personali ma comunque in modo uguale nel sentimento.

Anche se mirato a trattare un problema, non necessariamente il film deve essere drammatico, anzi. Spesso il dramma provoca irrigidimento a causa del rimando al dramma reale vissuto. L’ironia in questi casi svolge meglio il ruolo di “catalyst”. Suscitando il riso, rilassa le difese cognitivo-emotive e la persona è più disposta a recepire il messaggio trasmesso. Preferire un film commedia non è una regola. La scelta del film e la strutturazione della discussione dipende dagli obiettivi dell’intervento e dal tipo di audience.

Altro scenario è l’introduzione del film (o di spezzoni di film) a supporto delle riunioni periodiche di team, come ausilio per affrontare particolari problematiche sorte nel periodo, per esempio i conflitti di gruppo.

I film aiutano la capacità narrativa del manager, lo coadiuvano nelle modalità comunicative con i collaboratori, gli forniscono metafore ed espressioni mirate per narrarsi e narrare l’azienda, lo equipaggiano di prospettive alternative per analizzare rischi e opportunità, lo stimolano ad acquisire una posizione “terza”, distaccata, dalla quale osservare il contesto aziendale con una angolazione di più ampio respiro. E per questa funzione, ripeto, non c’è “il film perfetto”. Drammatico, comico, surreale, fantascientifico, fumettistico, tragico: c’è il film che meglio si adatta al fine che il manager vuole perseguire, anche in base alla propria capacità interpretativa e propositiva.

Molta della forza del cinema proviene dall’ambiguità, o meglio dalla multidimensionalità, propria della metafora che i film hanno in se stessi: descrivono gli avvenimenti della nostra esistenza con quel giusto equilibrio tra verosimiglianza e assurdità che genera la tensione necessaria al coinvolgimento delle emozioni e dell’emisfero creativo del cervello. Una volta coinvolti, difficile tirarsi indietro dal meditare – sul momento e nei giorni a seguire – sugli eventi tratteggiati o richiamati.

La riflessione feconda il dubbio produttivo, che feconda la trasformazione, che feconda le alternative, che fecondano le opportunità… E non è di fecondità (nel pensiero, nelle decisioni, nelle relazioni) che hanno bisogno oggi le aziende? L’applicazione del cinema in azienda costituisce una novità di format e di metodo in grado di assicurare l’originalità promotrice della fecondità. Con ironia, suggerisce l’esperienza…

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